Pet Therapy con gli anziani nelle Case di Riposo


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Gli anziani allontanati, seppur temporaneamente, dalla propria casa e dagli affetti più cari per l’impossibilità di vivere da soli, a seguito di malattia o per la necessità di seguire programmi terapeutici e/o riabilitativi, possono sentirsi depressi o spaesati. In tali situazioni può rivelarsi necessario porre particolare attenzione ai bisogni emozionali ed affettivi e la presenza di un animale d’affezione, stimolando l’interazione e la socializzazione, può favorire la distensione del clima ed aiutare a ridurre il senso di noia e di abbandono, sentimenti che possono sorgere in età avanzata e soprattutto in condizioni di salute precaria ed in regime di ricovero.

Nella Pet Therapy in ambito geriatrico e nello specifico nelle Attività e Terapie Assistite dagli Animali (AAA e TAA) nelle Case di Riposo si può appunto constatare che, forme di contatto corporeo come curare, abbracciare e coccolare un animale adeguatamente formato ed accompagnato dal proprio conduttore, rappresentino esperienze che danno modo ai pazienti di mantenere le capacità di comunicazione attraverso un’ampia gamma di canali oltre a soddisfare bisogni primari quali attenzione e affetto. L’animale inoltre, agendo da facilitatore sociale, spesso costituisce l’occasione d’interazione con altre persone che altrimenti non avverrebbe.

È noto infatti che gli animali, ed in particolare i cani, stabiliscano con gli anziani relazioni senza pregiudizi riguardo l’età, l’aspetto fisico e la disabilità, non giudicano e non criticano, offrono accettazione incondizionata approvando senza riserve e, benché la loro presenza non possa sostituirsi al supporto fornito dagli esseri umani, la relazione con essi contribuisce notevolmente al benessere individuale. Inoltre, grazie all’utilizzo della comunicazione non verbale, gli animali riescono ad interagire anche con quelle persone le cui capacità comunicative verbali sono compromesse da deficit fisici o psicologici.

I meccanismi d’azione alla base della Pet Therapy, oltre ad effetti beneficiali  nell’ambito emotivo e psicologico, arrecano anche benefici fisiologici quali l’abbassamento della pressione sanguigna ed il rallentamento del battito cardiaco; inoltre la stimolazione mentale e della memoria, la rievocazione di ricordi, l’intrattenimento, il gioco, il piacere tattile, possono produrre diversi vantaggi psicosomatici agli ospiti delle residenze.

Gli “Amici del cane Blu”, nel progetto di Attività Assistita dagli Animali (AAA) “Un cane per amico” attuato presso alcune strutture di Trieste tra le quali la “Casa di Riposo Carducci”, hanno svolto serie di incontri con l’obiettivo generale di stimolare l’attività socializzante per il mantenimento delle potenzialità residue a livello cognitivo, comunicativo, gestuale e relazionale degli anziani e l’intento di migliorare la qualità della vita degli stessi all’interno della struttura ospitante. Altri obiettivi sono stati l’incremento delle interazioni, il miglioramento della comunicazione verbale e non verbale, la riduzione del senso di solitudine, apatia, isolamento, depressione, ansia, stress ed il ripristino dell’autostima.

Gli incontri sono stati svolti all’interno di sale in grado di accogliere le persone sedute in cerchio con uno spazio attorno per il movimento del cane e degli operatori impegnati nell’attività. La metodologia ha previsto il contatto fisico con il cane in sedute collettive e gli ospiti che hanno interagito con l’animale sono stati invitati a coccolarlo, a chiamarlo per nome, a prendersene cura ma anche stimolati a produrre ricordi del passato. Sono persino stati costruiti percorsi con cerchi, coni e salti, dove gli anziani con i problemi motori più lievi hanno accolto l’invito ad accompagnare il cane.

La scelta dei destinatari da includere negli incontri è avvenuta, con richiesta esplicita del consenso degli ospiti laddove possibile, da parte del personale della struttura che ha collaborato attivamente con l’equipe multidisciplinare per il buon esito delle attività.

Il progetto, in ogni sua singola realizzazione, ha ampiamente raggiunto gli obiettivi prefissati, si è dimostrato di grande stimolo per i pazienti sfiduciati che rifiutavano la riabilitazione non credendo in un recupero ed è stato particolarmente partecipato da parte di quegli anziani solitamente restii ad altre attività. Oltre ai riscontri oggettivi sul piano fisiologico e psicologico, il gradimento delle attività è stato confermato dalle numerose  richieste, da parte dei partecipanti, di ulteriori incontri oltre a quelli programmati.